Descrizione

Un discorso a lungo sviluppato tra sé e sé, che non freme per essere ascoltato. Un’idea, un flusso di coscienza che diviene soliloquio e ottiene appagamento tramite il riciclo di una tavola di legno o di metallo. E’ un impulso non immediato e paziente, solo in parte controllabile, che genera icone, parole e colore. Spray, vernice, graffite, pennarelli e pastelli, è il mezzo, il filtro tramite il quale l'energia insaziabile di un'idea si scontra e si affianca, in qualche modo si completa, con l'indiscutibile realtà di una fotografia, di una richiesta, di una faccia, una dichiarazione. Il senso, se c'è, risiede nei particolari. Il messaggio è l'amore.Scorrendo nelle opere di PU:RE si può credere di essere di fronte ad un grande album fotografico di cui non conosciamo il nome né dell’autore, né delle persone a cui appartengono i volti, ed è ciò che segretamente tormenta ma tuttavia troviamo rassicurazione nel fatto che quei gesti e quei volti ci appartengono perché siamo noi stessi ripresi in un momento qualsiasi. È un lavoro che assurge a divenire la fotografia della società tutta, atemporale e senza luogo, così com’è e come PU:RE la vede : emotivamente bloccata, alienata, esaltata ed esule… Il gioco è proprio riuscire a dirlo.

"Calder"

Palazzo dell'Esposizione
Via Nazionale 194

 

 

Fino al 14 febbraio 2010

calder