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ROMA


La cucina romana è senz'altro tra le più antiche e le più gustose in assoluto. La tradizione culinaria, quella del popolo, è fondata su piatti abbastanza poveri e spesso sbrigativi, possibilmente abbondanti e fortemente ipercalorici, ma molto saporiti. Tra i piatti tipici e più diffusi: i pomodori di riso insaporito nell'acqua dei pomodori e un battuto di menta, basilico, aglio e acciughe e cotto in forno per almeno un'ora. Per rimanere nell'ambito dei primi piatti, molto noti sono gli spaghetti alla carrettiera così chiamati perché un tempo erano il piatto preferito dai carrettieri che portavano a Roma il vino dei castelli oppure gli gnocchi alla romana fatti con il semolino e conditi con burro, parmigiano, noce moscata e cotti in forno. E come dimenticare gli spaghetti alla carbonara, con uova a crudo e i bucatini cacio e pepe che appartengono alla tradizione delle borgate della capitale, così come la pajata, ovvero un piatto di rigatoni conditi con un sugo a base di budella di vitellino da latte cotte con olio, aglio, prezzemolo, vino bianco, pomodoro e peperoncino. Tra i secondi, il piatto più caratteristico della cucina laziale è l’abbacchio alla cacciatora di solito servito sotto forma di spezzatino cotto al forno con aglio, rosmarino, vino bianco, acciughe e peperoncino. Un’altra pietanza popolare sono le lumache cucinate in umido, dette anche di San Giovanni, visto che vengono preparate dagli osti romani nella notte di San Giovanni, fra il 23 e il 24 giugno, notte in cui si svolge una grande festa nei quartieri più vecchi della città. Fra i piatti di carne dominano la coda alla vaccinara stufata in un ragù ricco di odori e cioccolato amaro; i saltimbocca alla romana, vitello arricchito da prosciutto e salvia; lo spezzatino alla romana. Particolare è anche il garofolato di manzo, il cui intingolo, chiamato garofolato per l'aroma dei chiodi di garofano, viene usato per condire la pasta o per preparare la «trippa alla trasteverina». Il garofolato è un arrosto di girello di manzo steccato con pezzetti di lardo, parecchi chiodi di garofano e aglio a fettine, cotto a fuoco lento per un paio d'ore con cipolla, olio e burro in un tegame di coccio con sedano affettato e pomodoro. E poi la trippa che può essere cucinata in forno arricchita con il sugo del garofolato, pecorino grattato e con un battuto di menta oppure semplicemente al sugo di pomodoro. Oltre alla trippa, sempre fra le parti povere del manzo, il rognone al pomodoro cotto con un sugo di cipolla, pomodori, prezzemolo, vino bianco e pepe. Particolarmente saporito è il pollo alla romana che viene prima rosolato in un soffritto di burro, prosciutto tagliato a dadini, aglio e maggiorana tritata, poi spruzzato con il vino bianco e poi cotto con pomodori e peperoni. Da provare anche le bracioline d’abbacchio e la coratella. Fra le insalate è tipica la preparazione delle puntarelle all'acciuga che si servono in accompagnamento con carni o pesci arrosto.

 
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