Il cardinale Scipione Borghese, ricco e potente nipote di papa Paolo V aveva una passione: collezionare opere d’arte, questa mania lo portò a costruire quello che è stato definito come il più bel museo del mondo: la Galleria Borghese.
Costruito dagli architetti di famiglia Flaminio Ponzio e Giovanni Vasazio nel 1620. Alla morte del cardinale, la villa e la collezione passano ad i suoi eredi. Nel 1902 lo Stato italiano acquista la villa e le sue collezioni d'arte. L'anno seguente il parco viene ceduto al Comune di Roma mentre la villa rimane di proprietà del demanio.
Chiusa nel 1984 per problemi statici è stata restaurata e riaperta nel 1997. Oggi conserva sculture, bassorilievi e mosaici antichi, nonché dipinti e sculture dal XV al XVIII secolo. Conserva capolavori di Antonello da Messina, Giovanni Bellini, Raffaello, Tiziano, Correggio, Caravaggio e splendide sculture di Gian Lorenzo Bernini e del Canova. Il nucleo più importante delle sculture e delle pitture nella Galleria Borghese risale al collezionismo del cardinale Scipione la cui attenzione era rivolta a tutte le espressioni di arte antica, rinascimentale e contemporanea. Ricercò, con passione, la scultura antica.
Qui troviamo il ritratto di
Paolina Bonaparte Borghese, eseguito dal Canova tra il 1805 e il 1808. Nel 1807 Camillo Borghese vende a Napoleone 154 statue, 160 busti, 170 bassorilievi, 30 colonne e vari vasi che costituiscono il fondo Borghese del Louvre. Ma già nel terzo decennio dell'Ottocento le gravi lacune sembrano colmate con nuovi materiali provenienti da recenti scavi archeologici e con opere recuperate dalle cantine e da varie altre dimore borghesiane.
La collezione dei dipinti del cardinale era notevole. Nel 1607 il Papa aveva fatto assegnare a Scipione 107 dipinti confiscati al pittore Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d'Arpino. Dell'anno successivo fu l'asportazione clandestina dalla cappella Baglioni nella chiesa di S.Francesco a Perugia e il trasporto a Roma della
Deposizione di Raffaello, assegnata al cardinale Scipione con
motu proprio papale. Nel 1682 vi confluisce anche parte dell'eredità di Olimpia Aldobrandini.
L’offerta è dunque ampissima.
L. D.