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Costruito fra il 1722 e il 1732 il palazzo delle Scuderie al Quirinale poggia sui resti, in parte ancora visibili, del grandioso tempio romano di Serapide.
La superficie complessiva delle Scuderie è di circa 3000 metri quadrati, distribuiti su più piani. Al primo e al secondo piano troviamo gli ampi spazi di circa 1500 metri quadrati della zona espositiva, poi ci sono agli altri piani una caffetteria, i servizi di accoglienza, la libreria, il negozio di oggettistica e infine gli spazi riservati a iniziative collaterali alle mostre. Da qui, affacciandosi alle finestre si può osservare il panorama più alto della città, perché siamo sul più alto dei sette colli storici della città.
Il primo progetto delle Scuderie si deve al Papa Innocenzo XIII, ma è durante il pontificato di Papa Clemente XII che l’opera fu completata. Il progetto fu affidato a Ferdinando Fuga che mantenne la struttura architettonica del suo predecessore ma trasformò il prospetto esterno, ridisegnando la facciata e arricchendo i portali centrali. L'edificio delle Scuderie al Quirinale ha mantenuto la sua funzione originaria di rimessa per carrozze e poste di cavalli fino al 1938.
Nel 1997 la Presidenza della Repubblica concede in uso al Comune di Roma le Scuderie, che diventano una sede espositiva. Un grande lavoro di restauro è stato necessario per adattarle alla loro nuova funzione. Dopo due anni e mezzo di lavori, il 21 dicembre 1999, alla presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, si inaugura la nuova sede espositiva con una mostra sui capolavori dell'Ermitage. L'intervento, progettato dall'architetto Gae Aulenti e diretto dalla Soprintendenza per i beni architettonici e ambientali di Roma, ha consentito di recuperare un'opera architettonica straordinaria, e di valorizzare spazi che per prestigio e dimensioni costituiscono un luogo espositivo di ineguagliabile valore.
Trasformato, restaurato, ma rispettando sempre l’edificio dal punto di vista storico. Contropareti in cartongesso nascondono la sofisticata rete degli impianti per la climatizzazione, la sicurezza, l'illuminazione moderni e sofisticatissimi. Mentre sono stati impiegati per la pavimentazione solo materiali naturali, dal travertino al parquet di rovere. Il vecchio selciato dello "Stallone" è stato conservato ma coperto per garantire le condizioni di massima sicurezza ai visitatori e per non creare barriere architettoniche. Il fiore all’occhiello del restauro è una vetrata disegnata da Gae Aulenti che riserva ai visitatori una inedita veduta di Roma.
L. D. |
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