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CAROLINA CRESCENTINI: DA NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI OGGI A PARELAMI D'AMORE


Carolina Crescentini

Lei è Carolina Crescentini, molti la definiscono la Uma Thurman italiana, e a dire il vero una certa somiglianza fisica c’è. È bionda e dal fascino un po’ ambiguo come lei, per il resto non so se il paragone sia azzeccato. Alla rassegna, ospitata dalla Casa del Cinema di Roma, e dedicata ai volti nuovi del cinema italiano, ieri era il suo turno. Si è presentata al pubblico dopo la proiezione del film “Notte prima degli esami, oggi” si è presentata al pubblico in maniera fresca. Allegra, e direi, anche un tantino “gasata”. Insomma la Crescentini si atteggia un po’ a diva, per carità, carina è carina, ma insomma, ci è sembrata un po’ sopra le righe in quanto a mostrare professionalità. È reduce dal successo, non privo di polemiche, del nuovo film di Muccino, “Parlami d’amore”, ed è stata la protagonista, per la prima volta, nel film di Brizzi, “Notte prima degli esami, oggi” film che veniva dal grande successo del precedente.

È stato il tuo primo film da protagonista, non hai avuto paura visto il successo del primo “Notte prima degli esami”?

Neanche troppo, poi ero troppo emozionata per pensarci, visto che era la prima volta che qualcuno mi dava una grande opportunità. Non ho pensato al paragone con chi mi aveva preceduta, anche perché il mio personaggio, Azzurra, non ha niente a che vedere con la protagonista di Notte prima degli esami.

E quello che più ti assomiglia qual è?

Non saprei qual è quello che più mi assomiglia, credo piuttosto che in ognuno dei personaggi che ho interpretato ci sia un po' di me stesso".

Nel cinema spesso si tende a identificare gli attori con i loro ruoli. Tu, sei all’inizio certo, ma ti sei già trasformata più volte, anche fisicamente. Dalla bionda e tenera Azzurra, alla bruna di “Cemento armato”. Ti piace?

Azzurra è un po’ la mia maschera. Sono io quando mi voglio difendere. Io del mestiere dell’attore, adoro proprio il trasformismo, anche se credo poi, che in ogni personaggio ci sia un po’ di me stessa. Il bello di questo mestiere è proprio legato al fatto che i personaggi che interpreti di costringono a fare i conti con te stessa, anzi con le parti di te più nascoste e sopite.

Che ci dici di Benedetta, la protagonista dell’ultimo film di Muccino? Anche lei ti assomiglia?

Benedetta all’inizio non mi piaceva affatto non le credevo, come donna, intendo. Ho voluto interpretarla perché ero attratta dall’idea di “tradirla” in qualche modo, e l’ho interpretata in un modo che dal mio sguardo si riuscisse a capirlo. Poi però ovviamente me ne sono affezionata, anche perché da donna mi piacerebbe aiutare le Benedette che ci sono in giro, perché ce ne sono tante di donne che vivono ispirandosi a delle icone, e spesso eccedono nei loro comportamenti. Lei è una sorta di Kate Moss all’italiana… ma lei non è così, anzi quando si apre, ed è vera, solo allora è davvero viva.


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