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Il 24 aprile uscirà il film di Giuliano Montaldo… Che ti vede protagonista. Qui è tutta un’altra storia, siamo nel 1800, e per giunta in Russia, com’è la tua Anna?

Anna è l’incarnazione della purezza. Ecco, se Benedetta vive con una maschera, Anna, diciamo, che non ne ha bisogno. Anna è una donna stupenda. Di più non posso dire, me l’hanno vietato prima dell’uscita del film.

Tu finora avevi lavorato con dei giovani registi, qual è la più grande differenza a lavorare con un maestro come Giuliano Moltando?

Anche solo fare il provino con lui è stata una cosa stupenda. Sono entrata in una casa dove si sentiva davvero l’odore del cinema, quello vero, intendo. Lavorando con lui ho provato qualcosa di veramente grande, e non so se mi capiterà ancora una sensazione del genere, me lo auguro, ma insomma, non sarà facile. Moltaldo non è solo un maestro, è una persona speciale, con un energia incredibile. Io ho desiderato fare cinema proprio nutrendomi dei film suoi e di altri grandi maestri.

Tu hai avuto subito, al primo film, un grande successo di pubblico, ma dove nasce la tua carriera di attrice?

Io in realtà volevo scrivere, poi proprio per imparare a farlo ho cominciato a frequentare tutti i corsi possibili e immaginabili… mi sono iscritta ad una scuola di teatro, ed è scoccato qualcosa in me, a quel punto ho pensato di provare a iscrivermi al Centro Sperimentale, che ritenevo essere un luogo per “raccomandati” ed invece, io insieme a tre mie amiche, siamo state prese, e così abbiamo anche sfatato questo mito della raccomandazione. Certo è stato fondamentale, una vera scuola, anche se io credo che nel mio caso abbia contato molto anche, quella che io definisco Tigna. La scuola mi è servita, anzi è stata indispensabile per imparare la disciplina di questo mestiere, mi ha insegnato a tenere il mio posto, mi ha insegnato un metodo… e tante altre cose. Ma al di là di tutto, c’è sempre bisogno di qualcuno che scommetta su di te. E in questo devo dire grazie a Brizzi.

Tu sei diventata in breve tempo nota al grande pubblico, qual è il tuo rapporto con la stampa e con la gente in generale?

Il mio è un rapporto di disponibilità e di rispetto. Certo all’inizio leggevo tutto, ma prorpio tutto, poi ho un po’ smesso di farlo. Oggi, per esempio, non apro più Internet, perché sono una iperemotiva e somatizzo tutto. Quindi le critiche le leggo, mi piaccio i miei piantini, ma le trovo utili solo quando sono oneste, spesso trovo che ci sia un certo pressapochismo in quello che si scrive.

Il tuo sogno nel cassetto, come attrice, qual è?

Se lo dico non si avvera! E così che vuole la tradizione… diciamo che vorrei poter aver ancora una chance come quella di Montaldo.

Che tipo di spettatore sei? Quali sono le tue preferenze in fatto di film?

Adoro tutti quelli che aprono una porta e ti portano da un’altra parte… del mondo, o della vita. Per un film deve essere anche una sorta di “esperienza”. In Italia mi piacciono Soldini, Sorrentino… ho amato molto il Crialese di “Nuovo mondo”. Poi da buona romana adoro Verdone.
Luigina Dinnella.


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