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Tu sei uno che anche quando reciti in piccoli ruoli, aggiungi sempre qualcosa al film, le tue sono spesso delle chicche. La definizione che si può essere grandi attori anche recitando in piccoli ruoli nel tuo caso è davvero azzeccata?

Io credo agli incontri, ed amo molto questo mestiere, e se lo amo lo devo a chi mi ha fatto scegliere di innamorarmene. L'intensità e la bravura di un attore non si misurano nei minuti o nel numero di scene che recita. Tu sei il veicolo attraverso il quale deve passare una emozione, non importa quanto il tuo ruolo sia centrale nel film.

Sei romano, ma spesso nei ruoli che interpreti ti cimenti con i dialetti, e lo fai molto bene, da dove ti deriva questa abilità?

Il dialetto non è un virtuosismo, anche se spesso lo si interpreta come tale. Per me è molto di più. Io credo che ognuno di noi si porti appresso le proprie radici. Quando guardo una persona,vedo i suoi occhi, il suo viso, e poi immediatamente come parla. Per me un modo di parlare è un modo di essere, di pensare, e credo molto alle differenze fra le persone, non siamo assolutamente tutti uguali. Anzi.

In televisione sei stato Bartali, prossimamente sarai Di Vittorio… tu non sei fra quelli che snobbano la Tv?

Assolutamente no. La TV non è solo veline e pianti. Io non credo alla Tv come antagonista del cinema, anzi, è il cinema che deve darsi da fare di più e fare cose migliori. Per esempio in Tv si riescono a fare film su grandi personaggi, come Bartali appunto o Di Vittorio, al cinema non si fa più… Una volta sì, Gian Maria Volontè lo ha fatto egregiamente, ora nessuno osa più farlo, si fanno film sulle canzoni, storie sempre minimaliste. E' difficile vedere il Cinema con la C maiuscola.

A proposito di Cinema non minimalista, Romanzo Criminale come lo definisci?

Ecco Romanzo Criminale è il cinema che fa il cinema. Un grande film, io poi gli devo molto: la popolarità, i premi. Ma al di là del fatto mio personale, credo sia davvero un grande film, anche perché c'è dietro, appunto, una grande storia da raccontare.


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