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Lei quindi appartiene a quella categoria di attori che si tormenta? Che si chiede se ha fatto bene o male a fare una certa scelta?

Assolutamente sì, sono fra quelli che si fa mille domande, che ha sempre paura di fare cose sbagliate. Quando ho scelto di fare RIS l'ho fatto per la paura di rimanere fermo, ma poi dopo due serie, avevo voglia di cimentarmi con ruoli diversi, e ho chiuso. Mi è andata bene, perché ho girato tre film in quattro mesi... ma poteva anche andarmi male

Nei prossimi mesi usciranno ben tre film che la vedono fra i protagonisti, il primo è "Amore, bugie e calcetto", una commedia. È la suo primo ruolo in una commedia brillante...

Beh, nel cinema italiano succede spesso che ti etichettino un po'. Io finora ho interpretato sempre ruoli drammatici, mi hanno sempre visto come uno che rendeva di più in queste corde. Questa è la mia prima commedia brillante. È una sfida che ho affrontato con molto piacere.

C'è stato un periodo in cui il cinema italiano attingeva i suoi attori "dalla strada", voi giovani venite tutti da scuole di cinema, credi sia determinante per fare questo mestiere?

Io ho frequentato il Centro Sperimentale di Cinematografia, quindi vengo dalla scuola, ma devo dire che forse ero troppo giovane per apprezzarla. Avevo solo 22 anni e forse non ero ancora maturo per capirla. Vorrei poterla fare adesso. Io credo che questo sia un mestiere vocazionale e che si impara solo facendolo. Certo la scuola a me è servita per capire che tenevo a questo mestiere e che non ero capitato lì per caso. Per il resto non credo sia stata fondamentale.

Come tutti i bravi attori che si rispettino lei ha fatto anche teatro, lo vede nel suo futuro?

Voglio assolutamente tornare sul palcoscenico, e non è un luogo comune, ho davvero voglia di tornare a fare teatro, perchè è stata l'esperienza più forte e completa della mia carriera.

Lei nei film è spesso un introverso, un timido, c'è un modello di attore al quale si ispira?

Quelli che amo sono  tanti e alcuni cerco in qualche maniera di seguirli  anche nel mio modo di recitare, il mio modello assoluto è Gian Maria Volontè.

Dopo Ozpetek e molti giovani colleghi esordienti, con quale regista le piacerebbe lavorare?

Molti, ma quello che trovo più "grande" è Marco Bellocchio, ha una marcia in più rispetto a tutti. Poi mi piacciono molto anche Mazzacurati e Salvatores.
Luigina Dinnella.


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