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Il film che ti piacerebbe fare?

Quelli fatti mi piacciono tutti, non rinnego niente, anche se qualche scheletro nell'armadio ce l'abbiamo tutti. Il mio sogno sarebbe quello di interpretare un personaggio realmente vissuto. C'era qualche tempo fa un progetto di girare un film su Giusva Fioravanti, ma evidentemente è un tema ancora intoccabile. Mi è dispiaciuto, perché secondo me è una pagina che meritava di essere raccontata.

Tu sei uno che piace, che ha successo. Sei considerato un sex symbol, come vivi questa condizione?

Non benissimo, ad essere sincero, perché è il segno che c'è una attenzione troppo spinta verso quello che sei, piuttosto che verso quello che fai. Poi, credo di avere una vita assolutamente normale, a tratti anche molto banale, quindi mi risulta strano che le persone siano morbosamente attratte dalla mia vita privata. Poi però bisogna anche dire, che è il prezzo da pagare per la notorietà. La TV me ne regala tanta, ma è anche un bene, perché ti consente di scegliere. Ci sono fior di attori in Italia, che non essendo noti, sono anche molto trascurati e stentano ad avere una possibilità. Io in fondo, sono un privilegiato, e questo, non posso negarlo, lo devo alla Tv.

Chi fa il tuo mestiere si espone molto al giudizio altrui, tu che rapporto hai con la critica?

Io gli do molta importanza, e non credete a quelli che dicono che non è così, mentono, spudoratamente. Io sono uno di quelli che la legge, che sta male, che soffre, quando non è positiva, ma alla lunga, mi fa bene, mi aiuta a correggermi, io poi che non vengo da una scuola, ho molto bisogno di farlo.

Tu hai lavorato con molti giovani registi, hai fatto tre film con Muccino, alcune opere prime, come è andata? Cambia il rapporto quando ci si conosce già?

Certo, anche nel cinema vale la regola sportiva:squadra che vince non si cambia, e con Muccino è andata proprio così. Poi con lui ci conosciamo da tempo, io ho assistito alla sua crescita, e lui alla mia. Ma devo dire che il più giovane di tutti quelli con cui ho lavorato è un grande vecchio di ben 94 anni, Mario Monicelli. Un onore per me lavorare con lui.

Qual è il tuo prossimo impegno?

È un progetto che spero di realizzare. Magari anche dietro alla macchina da presa, perché è una cosa mia, e nonostante le mie lacune tecniche, forse proverò a farlo. Sarà un film sulla Cina. Io ero lì dopo le lotte studentesche, e ho visto una Cina diversa da quella attuale, oggi non c'è più, Shanghai non è diversa da New York, beh mi piacerebbe raccontare questa trasformazione. È un progetto ambizioso il mio, me ne rendo conto, anche in termini di produzione, ma mi auguro di farcela.
Luigina Dinnella.


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