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A parte il talento, si imparerà, anche facendolo questo “mestiere”, qual è il regista da cui hai imparato di più?

Io devo ringraziare molto Mimmo Calopresti, con lui ho fatto per la prima volta cinema, fino ad allora pensavo solo al teatro… poi è stato come quando ti fanno assaggiare qualcosa che ti piace, e poi te la tolgono, beh a quel punto ho capito che c'era anche un'altra maniera di recitare, e che forse mi piaceva anche di più.

Tu sei molto bella, e il mondo del cinema si sa è pieno di invidie, come le vivi?

Io ho sempre e solo inviato gli uomini nel cinema, perché per loro si scrivono storie più belle, ruoli più interessanti, per noi donne, un po' meno, per il resto, io faccio l'attrice, ed è per me il mestiere più bello del mondo, ma il mondo del cinema, e tutto quello che gli ruota intorno, beh mi interessa molto meno.

“Valzer”, “Signorinaeffe”, Mimmo Calopresti… insomma c'è molta Torino nei suoi film, è un caso?

Torino è la mia città, ed è stata molto importante nella mia vita,ho studiato lì, ho cominciato la mia carriera lì, lì vivono le persone a me più care, per il resto è un caso che nei miei film io sia spesso di Torino.

Hai già lavorato con molti registi, ma quello con il quale speri di farlo presto qual è?

Con tutti quelli bravi. Quelli da cui posso prendere, rubare qualcosa. Quando non mi dicono nulla, non riesco ad aprirmi, anzi mi chiudo proprio. Quelli bravi per me, tanti, da Castellitto, a Salvatores, Moretti, Amelio, guardi sono davvero tanti, per fortuna, quelli bravi in Italia.
Luigina Dinnella


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